Un gazebo per catering dà a chi cucina e serve uno spazio coperto, pulito e separato dagli ospiti. Per un buffet in giardino, un banco di street food o la cucina di una festa le domande sono le stesse: quanto deve essere grande, come dividere lo spazio, come cucinare sotto un telo senza rischi e quali regole valgono. Tipi di gazebo, zavorre e prezzi indicativi sono nella pagina sul noleggio di gazebo.
Perché il catering ha bisogno di un gazebo
All'aperto il cibo va protetto da sole, pioggia, polvere e insetti, e chi lavora ha bisogno di un'area dove gli ospiti non entrano. Il gazebo si monta in fretta, si chiude con i teli dove serve e si affianca ad altri moduli. Se molti invitati mangiano seduti, per loro di solito conviene una tensostruttura; i gazebo restano per cucina, buffet e bar.
Quanto deve essere grande il gazebo per il catering?
La misura dipende da tavoli, attrezzature, frigoriferi e persone che lavorano. Fatti dare dal catering l'elenco delle attrezzature con le misure e parti da questi valori.
| Uso | Misura | Come organizzarlo |
|---|---|---|
| Bar o punto bevande | 3x3 o 4x4 | banco sul fronte, frigoriferi e scorte dietro |
| Buffet | 3x6 o 4x8 | tavoli sul lato aperto, passaggio dietro per chi rifornisce |
| Postazione di cottura (piastra, friggitrice, fornelli a gas) | 3x3 per postazione | apparecchi verso il lato aperto, bombole lontane dai teli |
| Street food con banco e preparazione | 3x6 | banco sul fronte, preparazione e cottura dietro, retro chiuso con un telo |
| Cucina da campo del catering | 4x8, 6x6 o più moduli affiancati | lontana dagli ospiti, vicina ad acqua e corrente, con un passaggio verso il servizio |
| Deposito, lavaggio e rifiuti | 3x3 | chiuso su tre lati, vicino alla cucina e lontano dal buffet |
Se sei indeciso tra due misure, scegli la più grande: lo spazio per lavorare non basta mai. Dove si cucina preferisci un modello alto, così calore e fumi restano lontani dal telo.
Come organizzare lo spazio
Prima di montare disegna una pianta con zone e percorsi, seguendo poche regole:
- Preparazione separata dal servizio. Gli ospiti arrivano al buffet o al banco, non dove si prepara e si cucina.
- Un solo senso di marcia. Il cibo va dal deposito alla preparazione, alla cottura e al servizio; piatti sporchi e rifiuti escono da un'altra parte.
- Passaggi liberi. Dietro i banchi deve passare chi porta un vassoio; davanti, la coda non deve bloccare le uscite.
- Acqua. Serve acqua potabile per lavare mani e attrezzature: un allaccio oppure taniche adatte agli alimenti. Decidi prima dove va l'acqua sporca.
- Corrente. Somma la potenza di piastre, friggitrici, frigoriferi, macchina del caffè e luci e confrontala con quella disponibile. Le attrezzature che scaldano vogliono linee dedicate, non prese multiple in serie; i cavi stanno fuori dai passaggi e dall'acqua, prese e quadri devono essere da esterno. Di sera servono luci di lavoro, non solo decorative.
Teli e reazione al fuoco: cosa chiedere
Dove si cucina, il telo è la prima cosa che può prendere fuoco. Chiedi al noleggiatore il certificato di reazione al fuoco di tetto e pareti. Nelle classi italiane, da 0 a 5, più il numero è basso, meno il materiale partecipa alla combustione. Per i tendoni dei locali di pubblico spettacolo la regola tecnica (D.M. 19 agosto 1996) ammette al massimo la classe 2: è un buon riferimento anche per un gazebo da cucina.
Un telo certificato però non è incombustibile: partecipa meno all'incendio, ma fiamme e aria molto calda non devono raggiungerlo. Con la frittura il grasso si deposita sul tetto: chiedi se la pulizia è compresa.
Come si cucina sotto un gazebo in sicurezza?
Alle manifestazioni pubbliche valgono anche le prescrizioni dell'organizzatore e del Comune.
Gas in bombole
Per gli impianti a GPL nelle manifestazioni temporanee all'aperto il riferimento è una nota del Dipartimento dei Vigili del Fuoco (prot. 3794 del 12 marzo 2014, allegato B). I punti che riguardano il gazebo:
- l'impianto sta all'aperto o sotto una copertura ampiamente aerata, con almeno un lato completamente senza parete: dove si cucina a gas non chiudere mai tutti i lati;
- le bombole stanno in piedi, con la valvola in alto, su un piano incombustibile, protette dagli urti e lontane dal pubblico e dai bambini;
- bombole, regolatori e tubi non devono scaldarsi oltre 50 °C: tienili lontani da fuochi, piastre e materiali che bruciano;
- se colleghi più bombole tra loro, al massimo quattro e per non più di 125 kg in tutto, tienile ad almeno 1 m da materiali combustibili e impianti elettrici e ad almeno 3 m da un'altra installazione;
- le bombole di scorta, anche vuote, non si tengono nell'area della manifestazione.
Fai collegare l'impianto da un installatore qualificato e chiedi la certificazione di corretta installazione, che alle manifestazioni pubbliche il Comune può chiedere. Chiudi la valvola della bombola ogni volta che smetti di cucinare.
Friggitrici e piastre
Metti friggitrici e piastre su un piano stabile, lontano dal banco degli ospiti, e non lasciarle mai incustodite. Rispetta le distanze da pareti e materiali combustibili indicate nel libretto dell'apparecchio e lascia libero lo spazio sopra le fonti di calore. Olio e grassi che colano vanno raccolti e tenuti lontani dalle fiamme, come gli stracci sporchi di unto.
Aria e fumi
Sotto il telo si accumulano calore, vapori e, con il gas, i prodotti della combustione. Tieni aperto almeno un lato, meglio due, anche se tira vento. Bracieri, barbecue a carbone e generatori non vanno mai sotto un gazebo chiuso, per il rischio di intossicazione da monossido di carbonio.
Estintore
Tieni un estintore carico e controllato vicino a ogni postazione di cottura e fai sapere a tutti dov'è. Se friggi serve un estintore per fuochi di classe F, cioè di oli e grassi da cucina: secondo il Codice di prevenzione incendi usare su questi fuochi un estintore a polvere o a CO2 è considerato pericoloso. Sull'olio che brucia non buttare mai acqua: spegni la fonte di calore e soffoca le fiamme con il coperchio o con una coperta antifiamma.
Igiene: le regole per le strutture temporanee
Il Regolamento (CE) n. 852/2004 dedica alle strutture mobili e temporanee, come padiglioni e banchi di vendita, l'allegato II, capitolo III. Le strutture devono essere collocate, costruite e tenute pulite in modo da evitare, per quanto ragionevolmente possibile, le contaminazioni, anche da animali e infestanti. Dove serve, devono esserci:
- attrezzature per lavarsi e asciugarsi le mani;
- superfici a contatto con il cibo lisce, lavabili, resistenti alla corrosione e non tossiche;
- mezzi per pulire e, se serve, disinfettare utensili e attrezzature;
- acqua potabile calda e/o fredda;
- sistemi per raccogliere ed eliminare i rifiuti in modo igienico;
- attrezzature per mantenere e controllare la temperatura degli alimenti;
- alimenti sistemati in modo da evitare contaminazioni.
Regioni e ASL traducono questi principi in requisiti più precisi. In Piemonte, per esempio, nelle manifestazioni temporanee l'area di cottura deve avere un pavimento compatto e lavabile, essere separata dal pubblico e avere almeno un lavello con comando non manuale, sapone e asciugamani a perdere; per preparare pasti completi servono strutture chiuse, come box o cucine mobili. Rispettare queste regole tocca a chi prepara e serve il cibo, ma lo spazio lo scegli tu: concordalo prima con il catering.
Quali permessi servono per un evento pubblico?
Per una festa privata le autorizzazioni sanitarie e commerciali sono in genere del catering che lavora per te. Se invece l'evento è aperto al pubblico, come una sagra, una fiera o una festa di paese, di solito servono:
- SCIA per la somministrazione temporanea di alimenti e bevande, da presentare al Comune tramite il SUAP (articolo 41 del D.L. 5/2012), con gli allegati sanitari che chiede la tua Regione;
- occupazione del suolo pubblico, se il gazebo sta su piazza, strada o parco comunale, con il pagamento del canone unico patrimoniale (legge 160/2019);
- documenti tecnici che il Comune può chiedere, come la certificazione dell'impianto a gas, la dichiarazione sull'impianto elettrico e quella di corretto montaggio dei gazebo;
- le pratiche per il pubblico spettacolo, se oltre al cibo ci sono musica o intrattenimento.
Le regole cambiano da Comune a Comune e da Regione a Regione: chiedi al SUAP tempi, moduli e allegati, con largo anticipo. Trovi il percorso completo nella guida ai permessi per gli eventi all'aperto e, se organizzi una festa con cucina e tavolate, in quella su come organizzare una sagra.
Vento e pioggia: zavorre e grondaie
Il gazebo va fissato sempre: picchetti sul prato, zavorre su asfalto e piazze, una per gamba e del peso indicato dal produttore. Con il catering, in più:
- quando il vento rinforza, spegni prima gas, piastre e friggitrici, poi apri o togli i teli laterali, che fanno vela;
- non legare teli o tiranti a bombole, tavoli o attrezzature;
- tra gazebo affiancati monta le grondaie, perché l'acqua non coli su cibo, prese e cavi;
- con raffiche forti o allerta meteo smetti di cucinare e chiudi o smonta il gazebo.
Meglio noleggiare o comprare?
Il noleggio conviene se il gazebo ti serve qualche volta all'anno: scegli la misura giusta per ogni evento e spesso hai consegna, montaggio, zavorre e certificati dei teli. Per un evento pubblico il noleggiatore che monta può anche rilasciare la dichiarazione di corretto montaggio.
L'acquisto conviene a chi fa molti eventi, come un'attività di street food o un'associazione con più feste all'anno. In quel caso scegli un modello professionale con telo certificato e metti nel conto magazzino, trasporto, zavorre, teli di ricambio e manutenzione.
Per confrontare le offerte chiedi un preventivo gratuito per il gazebo alle aziende della tua zona. Per cucina e servizio trovi le aziende di catering per eventi; se il catering è per un matrimonio in giardino, leggi anche la guida al matrimonio all'aperto.
Checklist prima dell'evento
- Elenco delle attrezzature del catering, con misure e potenza elettrica.
- Pianta con cucina, servizio, ospiti, deposito e percorsi.
- Gazebo della misura giusta, con teli laterali dove servono e grondaie tra i moduli.
- Certificato di reazione al fuoco dei teli; zavorre o picchetti per ogni gamba.
- Almeno un lato completamente aperto dove si cucina a gas.
- Bombole in piedi, lontane da teli, fiamme e pubblico, senza scorte nell'area.
- Estintore vicino a ogni postazione, di classe F per le friggitrici, e coperta antifiamma.
- Acqua potabile, lavamani, contenitori per rifiuti e olio usato.
- Frigoriferi lontani dalle fonti di calore, linee elettriche adeguate, luci di lavoro.
- Per un evento pubblico: SCIA, suolo pubblico e documenti tecnici chiesti dal Comune.
Fonti
- Regolamento (CE) n. 852/2004 sull'igiene dei prodotti alimentari, allegato II, capitolo III (EUR-Lex, testo consolidato)
- D.L. 9 febbraio 2012, n. 5, articolo 41: somministrazione temporanea di alimenti e bevande (Normattiva)
- Legge 27 dicembre 2019, n. 160, articolo 1, commi 816-836: canone unico patrimoniale (Normattiva)
- Vigili del Fuoco, nota prot. 3794 del 12 marzo 2014: mercati, strutture rimovibili e GPL nelle manifestazioni temporanee
- Codice di prevenzione incendi (D.M. 3 agosto 2015), tabella S.6-4 sulle classi di fuoco, testo coordinato
- D.M. 19 agosto 1996, locali di pubblico spettacolo, punto 2.3.4 sui tendoni, testo coordinato
- Regione Piemonte, D.G.R. 14 settembre 2018, n. 19-7530: requisiti delle manifestazioni temporanee
- Regione Emilia-Romagna, guida alla check list delle manifestazioni temporanee
- Istituto superiore di sanità, EpiCentro: proteggersi dall'avvelenamento da monossido di carbonio